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ROMENI

Diritto di soggiorno: le nuove regole per I cittadini comunitari e I loro familiari

Il diritto di ingresso e soggiorno nel territorio italiano da parte dei cittadini dell'Unione Europea e dei loro familiari è attualmente regolato dal D.Lgs. N.30/07, il quale attua la direttiva europea 2004/38/CE, ed è entrato in vigore lo scorso 11 aprile. Tale decreto abroga tutte le disposizioni precedenti e disciplina pertanto il diritto di soggiorno dei cittadini comunitari residenti sul territorio italiano e dei loro familiari, anche se cittadini non comunitari.
Ogni cittadino comunitario che risiede sul territorio nazionale gode dello stesso trattamento previsto per I cittadini italiani e tale beneficio si estende anche ai familiari non comunitari, che siano titolari del diritto di soggiorno.

Familiari
Ai fini del riconoscimento dei diritti in materia d'ingresso e soggiorno sono considerati familiari del cittadino comunitario:
- il coniuge;
- il partner che abbia contratto un'unione registrata in base alla legislazione di uno Stato Membro equiparata dalla legge italiana ad un matrimonio (in Italia, non essendo riconosciuta la convivenza, questa norma non si applica).
- I figli del cittadino comunitario o del coniuge (o del partner) di età inferiore a 21 anni o che abbiano più di 21 anni ma siano a carico dei familiari.
- gli ascendenti diretti a carico del cittadino comunitario o del coniuge (o del partner).
- L'ingresso degli altri familiari non rientranti nelle categorie suddette, ma comunque a carico o conviventi con il cittadino comunitario nel paese di provenienza, oppure del partner con cui il cittadino comunitario possa dimostrare una relazione stabile attraverso una certificazione rilasciata dallo Stato d'appartenenza, deve essere agevolato.

L'ingresso nel territorio nazionale
Il cittadino comunitario e I familiari comunitari, al fine del loro ingresso, devono essere in possesso di un documento d'identità valido per l'espatrio.

Soggiorno inferiore a tre mesi
Per soggiorni inferiori a tre mesi non sono previste condizioni o formalità: è sufficiente che I cittadini dell'Unione Europea e I familiari comunitari siano in possesso del documento di identità valido per l'espatrio.

Soggiorno superiore a tre mesi
Il diritto di soggiorno per un periodo superiore a tre mesi è riconosciuto solo al:
- Lavoratore subordinato o autonomo.
- Studente iscritto presso un istituto pubblico o riconosciuto dallo Stato, per la frequenza di un corso di studi o di formazione professionale, che disponga di risorse economiche sufficienti per se stesso e per I propri familiari e sia in possesso di un'assicurazione sanitaria.
- Cittadino comunitario che disponga di risorse economiche sufficienti per se stesso e per I propri familiari e sia in possesso di un'assicurazione sanitaria (residenza elettiva);
Per la quantificazione delle risorse sufficienti si utilizza il parametro dell'importo dell'assegno sociale, che consiste in euro 5.061,68 per il 2007, tenendo anche conto del numero delle persone conviventi con il cittadino comunitario (aumenta in proporzione al numero delle persone).

A titolo esemplificativo:

Limite reddito Limite del numero componenti
€ 5.061,68
€ 10.123,36
€ 15.185,04
solo richiedente o richiedente + un familiare
richiedente + due o tre familiari
richiedente + quattro familiari e oltre

Il diritto di soggiorno è, in questi casi, riconosciuto anche ai familiari che abbiano fatto ingresso o abbiano raggiunto il cittadino comunitario nel territorio italiano.
Nel caso in cui il cittadino comunitario lavoratore:
- subisca un infortunio o una malattia che lo renda inabile al lavoro;
- si trovi in stato di disoccupazione dopo aver lavorato per oltre un anno in Italia, e risulti iscritto presso le liste tenute dal Centro per l'Impiego, ovvero abbia reso la dichiarazione di disponibilità all'assunzione;
- successivamente alla scadenza del contratto di lavoro di durata determinata inferiore ad un anno risulti disoccupato ma iscritto presso le liste del Centro per l'Impiego;
- segua un corso di formazione professionale comunque non perde il diritto al soggiorno.
Contro I provvedimenti di rifiuto o di revoca del diritto di soggiorno è previsto il ricorso presso il Tribunale civile del luogo di dimora del richiedente.

Formalità amministrative da espletare al Comune
Al cittadino comunitario che soggiorni in Italia per un periodo superiore ai tre mesi si applicano le norme sul regolamento anagrafico della popolazione residente, a parità dei cittadini italiani.

Iscrizione anagrafica:
Per un soggiorno superiore a tre mesi, il cittadino comunitario è tenuto a richiedere l'iscrizione anagrafica presso il comune di dimora, presentando la documentazione attestante:
- l'attività lavorativa subordinata o autonoma (nel caso di comunitario lavoratore);
- l'iscrizione presso una scuola pubblica o privata paritaria (nel caso di comunitario studente);
- risorse economiche sufficienti al sostentamento proprio e dei propri familiari (es. Buste paghe, estratti conti bancari, rendite);
- la copertura sanitaria;
Importante :
La dimostrazione relativa al possesso di delle risorse economiche sufficienti può, inoltre, essere fornita attraverso una dichiarazione sostitutiva di certificazione o dall'atto di notorietà ai sensi degli art. 46 e 47 del D.P.R. N.445/2000.
Anche I familiari dei cittadini dell’Unione Europea che decidano di soggiornare per un periodo superiore ai tre mesi devono richiedere l'iscrizione anagrafica presso il Comune di dimora presentando:
- passaporto o documento di identità validi
- la documentazione attestante la parentela e la situazione di familiare a carico (riguardo a quest'ultima situazione è ammessa la dichiarazione sostitutiva);
- l'attestazione della richiesta d'iscrizione anagrafica presentata dal cittadino comunitario può essere omessa, poiché presente già agli atti del Comune stesso.

Rilascio della ricevuta di iscrizione
Il Comune deve rilasciare immediatamente un'attestazione che contenga l'indicazione del nome del richiedente e del luogo di dimora..

Pratiche amministrative da espletare in Questura
I cittadini comunitari e I familiari aventi la cittadinanza di uno stato dell'Unione europea, una volta che abbiano richiesto l'iscrizione anagrafica al Comune, non devono più recarsi in Questura per chiedere la carta di soggiorno Ce, abolita dalla legge italiana a seguito dell’attuazione della direttiva comunitaria.

Conservazione del diritto di soggiorno dei familiari
Il diritto di soggiorno acquisito dal familiare si conserva nel caso di partenza del cittadino comunitario, di decesso o di scioglimento del matrimonio solo nel caso sussistano determinate condizioni:
In tutti I casi I familiari comunitari possono continuare a soggiornare in Italia purché abbiano acquisito il diritto di soggiorno permanente oppure abbiano un lavoro o siano iscritti ad un corso di studio.

Diritto di soggiorno permanente
Il cittadino dell'Unione Europea che abbia soggiornato in via continuativa per cinque anni nel territorio nazionale acquisisce il diritto di soggiorno permanente, sempre nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.
Pur non avendo raggiunto il periodo di soggiorno quinquennale, spetta il diritto di soggiorno permanente al :
- cittadino comunitario che, dopo aver cessato l'attività lavorativa, abbia raggiunto l'età per percepire la pensione di vecchiaia (o comunque abbia 60 anni di età) o il pensionamento anticipato, sempre che abbia soggiornato in Italia da almeno tre anni e nell'ultimo anno abbia esercitato un'attività lavorativa;
- cittadino comunitario, soggiornante da oltre due anni, che a causa di una sopravvenuta incapacità lavorativa permanente, abbia cessato di esercitare l'attività professionale. Nel caso di infortunio o di malattia professionale, relativi al lavoro svolto in precedenza al riconoscimento della incapacità, il cittadino comunitario percepisca una rendita erogata da un'istituzione statale, non si applica alcuna condizione relativa alla durata del soggiorno.
- lavoratore comunitario che, dopo aver soggiornato e lavorato per oltre tre anni nel territorio nazionale, lavori in un altro paese dell’Unione Europea, pur continuando a risedere nel territorio nazionale.
Il diritto di soggiorno permanente viene meno, in ogni caso, per assenze di oltre due anni consecutivi dal territorio nazionale.

Come si attesta il diritto di soggiorno permanente?
Il cittadino che abbia maturato le condizioni di acquisizione del diritto di soggiorno permanente deve presentare una richiesta, producendo idonea documentazione che comprovi I requisiti richiesti, presso gli uffici del Comune di residenza.
Il Comune deve rilasciargli, entro 30 giorni, un attestato che certifichi la condizione di titolarità del diritto di soggiorno permanente che può essere sostituito anche da una istruzione contenuta nel microchip della carta di identità elettronica.

Diritto di soggiorno permanente dei familiari
Lo stesso diritto di soggiorno permanente è riconosciuto ai familiari, indipendentemente dalla loro cittadinanza, che hanno soggiornato sul territorio per lo stesso periodo richiesto dalla legge nazionale (5, 3 o 2 anni) unitamente al cittadino dell'Unione.
Se il lavoratore comunitario muore prima di aver acquisito il diritto di soggiorno permanente, I familiari possono comunque acquisire il medesimo diritto solo se il familiare deceduto soggiornava in Italia da almeno due anni; oppure se il decesso è stato causato da un infortunio o da una malattia professionale connessa all'esercizio dell'attività lavorativa; oppure se il coniuge a seguito del matrimonio con il cittadino dell'Unione Europea abbia acquisito la cittadinanza italiana.

Regime transitorio per chi, alla data dell’11 aprile scorso, fosse titolare di carta di soggiorno
Ce non ancora scaduta (non sono obbligati a presentarsi in anagrafe)
- I cittadini comunitari che prima dell'entrata in vigore del decreto legge che ha sostituito al rilascio della carta di soggiorno l'iscrizione anagrafica (11 aprile scorso) siano in possesso della carta di soggiorno Ce e risultino già iscritti nei registri della popolazione residente, non hanno alcun obbligo di presentarsi presso il Comune per richiedere l'iscrizione anagrafica, almeno fino alla scadenza della carta.
- I cittadini comunitari che abbiano richiesto prima dell’11 aprile la carta di soggiorno direttamente alla Questura o tramite la procedura postale con il kit a banda gialla, e siano ancora in attesa di un riscontro , devono obbligatoriamente recarsi in Comune per richiedere l'iscrizione anagrafica.
E' sufficiente produrre, al posto della documentazione richiesta, la ricevuta di presentazione dell'istanza alla Questura (cedolino) o alle Poste ( la ricevuta dell'assicurata) e una autocertificazione in merito al possesso delle condizioni richieste dal decreto per il riconoscimento del diritto di soggiorno.

 

L'allontanamento dal territorio nazionale

E’ disciplinato dal decreto legge 1 Novembre 2007, n. 181, recante “Disposizioni urgenti in materia di allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza”.
Espulsioni.
I provvedimenti di allontanamento per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato sono adottati dal ministro dell'Interno con atto motivato e tradotti in una lingua comprensibile al destinatario del provvedimento o in inglese.
Il provvedimento di allontanamento notificato all'interessato, riporta le modalità di impugnazione e la durata del divieto di reingresso in Italia, che non può essere superiore a 3 anni.
Il termine per lasciare il territorio nazionale, indicato nel provvedimento di allontanamento, non può essere inferiore a un mese dalla data della notifica, salvo I casi di comprovata urgenza.
Il provvedimento di allontanamento dal territorio per motivi di pubblica sicurezza viene adottato con atto motivato dal prefetto competente per territorio in base alla residenza o al domicilio e deve essere tradotto e notificato con le stesse regole.
I motivi di pubblica sicurezza sono imperativi quando il cittadino dell'Unione europea o un suo familiare abbia tenuto comportamenti che compromettono la tutela della dignità umana o dei diritti fondamentali della persona umana, o l'incolumità pubblica, rendendo la sua permanenza sul territorio nazionale incompatibile con l'ordinaria convivenza.
Se il cittadino comunitario si trattiene nel territorio italiano o quando il provvedimento è fondato su motivi di sicurezza dello Stato o su motivi imperativi di pubblica sicurezza che mettano a repentaglio la sicurezza dello Stato il questore dispone l'esecuzione immediata del provvedimento di allontanamento dall'Italia.

Un nuovo articolo introdotto nel Dlgs 30/2007 detta le regole delle espulsioni di un cittadino dell'Unione sottoposti a procedimento penale. Obbligo di passaggio al consolato italiano del Paese di provenienza. Insieme al provvedimento di allontanamento viene consegnato all'interessato una attestazione di obbligo di adempimento all'allontanamento, secondo un modello individuato da un decreto interministeriale Interno e Affari esteri, che dovrà essere presentato al consolato italiano del Paese di cittadinanza dell’allontanato.

Sanzioni.
Se il cittadino dell'Unione o un suo familiare allontanato viene ancora individuato in Italia oltre il temine di allontanamento fissato, senza aver presentato l'attestato al Consolato del Paese di provenienza, è punito con l'arresto da uno a 6 mesi con ammenda da 200 a 2mila euro. È previsto un inasprimento del sistema sanzionatorio per il destinatario di un provvedimento di allontanamento che rientra nel territorio nazionale in violazione del divieto di reingresso: si passa dall'arresto da 3 mesi a un anno e dall'ammenda da 500 a 5mila euro alla reclusione fino a 3 anni.

Ricorsi.
Contro il provvedimento di allontanamento si può fare ricorso al tribunale in composizione monocratica e contestualmente può essere presentata istanza di sospensione dell'esecutorietà del provvedimento. Fino all'esito dell'istanza di sospensione l'efficacia del provvedimento impugnato resta sospesa, salvo che il provvedimento di allontanamento si basi su una precedente decisione giudiziale o su motivi imperativi di pubblica sicurezza. Al cittadino UE o al familiare cui è stata negata la sospensione del provvedimento di allontanamento è consentito, a domanda, l'ingresso e il soggiorno in Italia per partecipare alle fasi essenziali del provvedimento di ricorso, salvo che la sua presenza possa provocare gravi turbative o grave pericolo all'ordine pubblico o alla pubblica sicurezza, anche tramite la rappresentanza diplomatica o consolare su documentata richiesta dell'interessato.

IL Servizio Sanitario Nazionale
Agli stranieri regolarmente soggiornanti non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale vengono assicurate nelle strutture sanitarie accreditate dello stesso Servizio:
1. le prestazioni ospedaliere urgenti (in via ambulatoriale, in regime di ricovero o di day hospital), per le quali devono essere corrisposte le relative tariffe al momento della dimissione;
2. le prestazioni sanitarie di elezione previo pagamento delle relative tariffe.
Per le prestazioni d'urgenza rimaste insolute l'Unità Sanitaria Locale, l'Azienda ospedaliera o altra struttura accreditata devono rivolgersi per il relativo rimborso alla Prefettura, competente per territorio.
Per gli assicurati da Istituzioni estere, l'erogazione di prestazioni sanitarie continua ad essere disciplinata dalle norme previste dagli accordi internazionali.
Iscrizione obbligatoria al SSN
Hanno diritto all’iscrizione obbligatoria I cittadini comunitari residenti qualora non abbiano già titolo a tale iscrizione quali portatori dei modelli comunitari previsti dal Regolamento CEE 1408/71 (per esempio: modelli E106, E121, E128, ora in fase di sostituzione con la tessera sanitaria TEAM). L’iscrizione si estende anche ai familiari a carico. L’iscrizione può essere effettuata direttamente presso le Aziende Sanitarie Locali (ASL) del luogo in cui si vive.

Iscrizione al SSN per soggiorno fino a 3 mesi
  • Per un periodo non superiore a tre mesi, I cittadini UE hanno diritto di soggiornare senza alcuna condizione e formalità salvo il possesso di un documento d'identità valido per l'espatrio, secondo la legislazione dello Stato di cui hanno la cittadinanza
  • Per I soggiorni di durata inferiore ai tre mesi, la sola formalità richiesta per il cittadino comunitario, per soggiornare in Italia, è il possesso di un documento d'identità valido per l'espatrio; pertanto, non va presentata al Comune alcuna richiesta e non viene effettuata l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, se non per I lavoratori stagionali con regolare contratto di lavoro ed eventualmente per I titolari di modelli E106 con validità di tre mesi.
  • Hanno diritto all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale:
    - I cittadini UE che svolgono un lavoro subordinato che dimostrino il versamento da parte del datore di lavoro del contributo al SSN
    - I cittadini UE che sono lavoratori autonomi o studenti purché attestino il pagamento del contributo volontario al SSN (valido per ogni anno solare).
  • Non hanno diritto all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale I cittadini che si trovano soggiornanti in Italia in altre condizioni (es. Turismo) o che non attestino il versamento del contributo al SSN.
Iscrizione al SSN per soggiorno superiore a 3 mesi
  • Hanno diritto all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, con durata superiore ai tre mesi, I cittadini UE iscritti nelle anagrafi comunali che si trovano nelle seguenti condizioni 
    - lavoratori subordinati che dimostrino il versamento da parte del datore di lavoro del contributo al SSN
    - lavoratori autonomi o studenti purché attestino il pagamento del contributo volontario al SSN (valido per ogni anno solare)
    - familiari di un lavoratore o autonomo
    - familiari di un cittadino italiano
    - cittadini in possesso di un'attestazione di soggiorno permanente maturato dopo almeno 5 anni in Italia
    - disoccupati iscritti nelle liste di collocamento o iscritti ad un corso di formazione professionale
    - titolari di uno dei seguenti formulari comunitari: E106, E109, (o E37), E120, E121(o E33)
Il Codice fiscale Il codice fiscale è uno strumento di identificazione del cittadino nei rapporti con gli enti e le Amministrazioni Pubbliche. L'unico valido è quello rilasciato dall'Agenzia delle Entrate.

Il codice fiscale è un codice di sedici caratteri, composto da lettere e numeri, che riproduce I dati anagrafici del cittadino/contribuente (cognome, nome, sesso, luogo e data di nascita).

Cittadino comunitario o neocomunitario

Il cittadino comunitario o neocomunitario deve richiedere l'attribuzione del codice fiscale presso l'ufficio territoriale competente dell'Agenzia delle Entrate, presentando un documento d'identità valido (carta d'identità, passaporto o qualsiasi certificato equivalente).

Il codice fiscale e' necessario per:

  • scriversi al servizio sanitario;
  • essere assunti come lavoratori dipendenti;
  • iniziare attività lavorativa autonoma;
  • aprire un conto corrente bancario;
  • effettuare dichiarazione dei redditi (Modello 740, 750, 760, 101, 102, 201);
  • effettuare dichiarazione dei sostituti d'imposta (modello 770, e 770 bis);
  • compiere denunce contributive all'I.N.P.S;
  • ottenere certificati rilasciati a contribuenti soggetti a ritenuta fiscale;
  • eseguire comunicazioni allo schedario dei titoli azionari;
  • produrre fatture IVA e ricevute fiscali;
  • produrre bolle di accompagnamento;
  • emettere dichiarazioni IVA e Irvim;
  • eseguire atti di vendita, d'acquisto, successione e donazione;
  • registrare atti, richiedere volture catastali, note di trascrizione e iscrizione nei registri immobiliari;
  • richiedere volture al pubblico registro automobilistici;
  • emettere bollettini e distinte di versamento dell'esattoria;
  • presentare domanda per autorizzazioni concessioni, licenze iscrizione a Camera Commercio e agli albi professionali, carta d'identità.