POLITICA MIGRATORIA DELL’UE

Immigrazione- gli sviluppi più recenti

Verso una politica europea di migrazione comune.

Tutti gli Stati Membri dell’ Unione Europea (UE) sono soggetti al flusso migratorio internazionale .Essi si sono trovati d’accordo a sviluppare una politica comune di migrazione a livello di UE La Commissione Europea ha presentato delle proposte per lo attuazione di questa politica, molte delle quali sono adesso diventate legislazione dell’ UE. Il principale obiettivo è quello di gestire meglio i flussi migratori attraverso un approccio coordinato che tenga in considerazione la situazione economica e demografica dell’ Europa. Nonostante le politiche di migrazione restrittive che sono in atto sin dagli anni ’70 nella maggior parte degli Stati membri, grandi quantità di migranti legali ed illegali hanno continuato ad arrivare nell’ Unione Europea, insieme ai rifugiati politici. Avvantaggiando delle persone in cerca di una vita migliore, reti di contrabbandieri e trafficanti sono penetrati in tutta l’ UE. Questa situazione ha significato che considerevoli risorse hanno dovuto essere mobilitate per combattere l’ migrazione illegale, specialmente per identificare trafficanti e contrabbandieri. Inoltre è risaputo che l’ UE ha bisogno di migrati in certi settori e aree, per poter far fronte ai suoi bisogni economici e demografici. Capendo che era necessario un nuovo approccio alla gestione migratoria, i leaders della UE, nell’ ottobre del 1999, in occasione del Consiglio Europeo a Tampere (Finlandia), hanno fissato gli elementi per una politica comune per l’ migrazione nella UE. L’ approccio concordato a Tampere nel 1999 è stato confermato nel 2004 con l’ adozione del programma Hague, che stabilisce gli obiettivi per rafforzare la libertà, la sicurezza e la giustizia nell’ UE per il periodo 2005-2010.

I) Ultimi sviluppi

Migrazione economica

  • La Commissione Europea ha avanzato nel luglio 2001 una proposta per una Direttiva sulle condizioni di ammissione e soggiorno dei lavoratori di paesi terzi. Comunque, a causa delle divergenze tra gli Stati Membri su questo argomento, le negoziazioni non hanno portato alla adozione della legislazione. La Commissione ha rilanciato nel 2005 il dibattito sulla necessità di regole comuni per l’ammissione degli migranti economici con una Carta Verde su un approccio comunitario alla gestione della migrazione economica (COM (2004) 811). Questa consultazione ha portato all’ adozione, nel dicembre 2005, di un Piano Politico sulla Migrazione Legale (COM (2005) 669) che elenca le azioni e le iniziative legislative che la Commissione intende intraprendere, così da perseguire il consistente sviluppo della politica di migrazione legale della UE.

Integrazione

  • Nel giugno 2006 la Commissione ha presentato il Secondo Rapporto Annuale sulla Emigrazione e Integrazione (SEC (2006) 892) che fornisce una visione delle tendenze migratorie nell’ Unione Europea, analizzando i mutamenti e descrivendo le azioni intraprese circa l’ ammissione e l’ integrazione di immigrati a livello nazionale ed europeo nel calendario 2004.
  • Nel settembre 2005 la Commissione ha adottato la comunicazione “Un Programma Comune per l’ Integrazione – Progetto per l’ integrazione dei cittadini di paesi terzi nell’ Unione Europea” (COM (2005) 389). Questa Comunicazione fornisce nuovi suggerimenti per azioni sia a livello nazionale che europeo. Gli Stati Membri vengono incoraggiati ad aumentare i loro sforzi con la prospettiva di sviluppare strategie globali di integrazione nazionale mentre vengono proposti nuovi modi di assicurare compattezza tra le azioni intraprese a livello nazionale ed europeo.

Migrazione illegale e ritorno

  • Nel luglio 2006 la Commissione ha adottato una Comunicazione sulle priorità politiche per la lotta contro l’ migrazione illegale dei cittadini di Paesi terzi ( COM (2006) 402) che si costruisce su linee guida e risultati europei e inoltre sviluppa nuove priorità. Essa segue un approccio completo, bilanciando sicurezza e diritti di base degli individui ed in tal modo destina provvedimenti a tutti i livelli del processo di migrazione illegale.
  • Per completare il Programma di Azione di Rientro stabilito nel 2002, la Commissione ha adottato nel settembre 2005 una proposta per una Direttiva su standard comuni e procedure negli Stati Membri per rimpatriare cittadini illegali di Paesi terzi. Lo scopo di questa proposta è di fornire regole comuni ,chiare, civili e trasparenti riguardanti il ritorno, l’allontanamento, l’uso di provvedimenti coercitivi, la custodia temporanea ed il rientro, tenendo ben presente il rispetto dei diritti umani e le libertà fondamentali delle persone coinvolte.

Migrazione e attuazione

  • Nel settembre 2005 la Commissione ha adottato la comunicazione “ Migrazione e attuazione: alcuni orientamenti pratici” (COM (2005) 390). Questa comunicazione costituisce la risposta dell’Unione Europea alle richieste da parte del Consiglio nel marzo 2003 e del Consiglio Europeo nel novembre 2004 di dare orientamenti pratici per migliorare l’ impatto dell’ migrazione sullo sviluppo dei Paesi d’ origine in vari settori. Esso costituisce un contributo da parte della politica europea per l’migrazione agli obiettivi della politica di sviluppo. La Comunicazione sostiene provvedimenti ed iniziative che porteranno ad un progresso concreto.

La Comunicazione identifica un numero di orientamenti nelle seguenti aree: Rimesse ; Facilitare il coinvolgimento di membri volontari della diaspora nello sviluppo dei Paesi d’ origine; Facilitare la circolazione dei cervelli; e Limitare l’ impatto della fuga di cervelli.

II) Contesto generale

a. Agenda Tampere

Il Consiglio Europeo si è accordato a Tampere (Finlandia) nell’ ottobre 1999 sugli elementi necessari per una politica di migrazione europea in modo che:

  • sia basata su un approccio globale per la gestione di un flusso migratorio in modo da trovare un equilibrio tra ammissione umanitaria ed economica;
  • preveda un giusto trattamento per cittadini di Paesi terzi, facendo sì che abbiano diritti e doveri paragonabili a quelli che hanno i cittadini dello Stato Membro in cui vivono;
  • un elemento fondamentale nella gestione delle strategie deve essere lo sviluppo di alleanze con i Paesi di origine che includano politiche di sviluppo comune;

Come primo passo nel creare una politica di migrazione comune europea, la Commissione Europea ha presentato nel novembre 2000 una comunicazione al Consiglio e al Parlamento Europeo per promuovere un dibattito con le altre istituzioni europee, con gli Stati Membri e la società civile. La Comunicazione raccomandava un approccio comune alla gestione dell’ migrazione che dovrebbe tenere conto di:

  • lo sviluppo economico e demografico dell’ Unione;
  • la capacità di ricezione di ogni Stato Membro tenendo conto dei legami storici e culturali con i Paesi di origine;
  • la situazione nei Paesi di origine e l’ impatto della politica di migrazione su di essi ( fuga dei cervelli );
  • la necessità di sviluppare specifiche politiche di migrazione (basate sul corretto trattamento dei cittadini di Paesi terzi residenti legalmente nell’ Unione, la prevenzione dell’ esclusione sociale, il razzismo, la xenofobia e il rispetto delle diversità).

Tutto ciò fu seguito, nel luglio del 2001, da un’ altra comunicazione che proponeva l’ adozione di un metodo aperto di coordinamento per la politica di migrazione delle Comunità, per incoraggiare lo scambio di informazioni fra gli Stati Membri per lo sviluppo di una politica comune. La procedura prevede il raggiungimento di un accordo su di un numero di obiettivi europei o sulle linee guida che gli Stati Membri dovrebbero incorporare ai piani di azione nazionali e che sarebbero rivisti su base regolare.

b. I principali successi ottenuti durante il periodo di attuazione del programma Tampere (1999-2004) sono stati i seguenti:

Migrazione legale

  • Riunificazione familiare – Il Consiglio Direttivo 2003/8/EC del 22 settembre 2003 sul diritto alla riunificazione della famiglia è entrato in vigore il 3 ottobre 2003. La legislazione degli Stati Membri doveva conformarsi a questa direttiva non più tardi del 3 ottobre 2005.
  • La condizione del residente a lungo termine – Il Consiglio Direttivo 2003/109/EC del 25 novembre 2003 sulla condizione del residente a lungo termine per cittadini di Paesi terzi che risiedano da cinque anni sul territorio di uno Stato Membro è entrata in vigore dal 23 gennaio 2004. La legislazione degli Stati Membri doveva adeguarsi a questa direttiva entro il 23 gennaio 2006 al più tardi.
  • Studenti – Una direttiva sulle condizioni di ammissione di cittadini di Paesi terzi a scopo di studio, scambio studentesco, tirocinio non stipendiato o servizio volontario fu adottato dal Consiglio il 13 Dicembre del 2004 (Direttiva 2004/114). Entrò in vigore il 12 gennaio 2005. La legislazione degli Stati Membri doveva adeguarsi a tale direttiva entro il 12 gennaio 2007.
  • Ricercatori – Una Direttiva per la facilitazione dell’ ammissione di ricercatori nell’ UE è stata adottata dal Consiglio il 12 ottobre 2005 ( Direttiva 2005/71). Questo provvedimento dovrà essere adottato dagli Stati Membri dal 12 ottobre 2007.

Integrazione

  • Integrazione e occupazione – Nel giugno 2003, la Commissione Europea ha adottato una politica sulla migrazione, integrazione e occupazione in cui chiedeva agli Stati Membri dell’ Unione Europea di convogliare i propri sforzi al fine di integrare gli immigrati (COM (2003) 336).
  • E’ stata organizzata una rete di Punti di Contatto Nazionali sulla Integrazione che si incontra regolarmente per scambiare idee e discutere su quali siano le migliori procedure La Rete ha fornito un input notevole per la preparazione del Fascicolo sulla Integrazione pubblicato a novembre 2004.

Migrazione illegale

  • Piano d’ azione sulla migrazione illegale – Il 28 Febbraio 2002, il Consiglio Europeo dei Ministri ha adottato un piano completo per combattere l’ migrazione illegale e il traffico degli esseri umani nell’ Unione Europea.
  • Ritorno – Il 28 Novembre 2002, il Consiglio ha adottato un programma di Ritorno che voleva sviluppare un numero di provvedimenti a breve, medio e lungo termine che includeva i minimi standard comuni europei o linee guida per il rientro dei residenti illegali.

Relazioni con i Paesi Terzi

  • Accordi di Riammissione sono stati conclusi con un certo numero di Paesi ( Hong Kong, Macao, Sri Lanka, Albania) e trattative con parecchi altri sono in atto.
  • Assistenza ai Paesi Terzi – Nel marzo del 2004 il Parlamento Europeo ed il Consiglio hanno adottato un regolamento che stabilisce un programma per l’ assistenza finanziaria e tecnica dei Paesi Terzi nell’ area di migrazione e di asilo (AENEAS). Esso contiene un programma pluriennale, dal 2004 al 2008, con una spesa complessiva di 250 milioni di euro.

Infine è importante notare che la politica comune di migrazione europea non è applicata dalla Danimarca, che ha deciso di partecipare al Titolo IV del Trattato che stabilisce la Comunità Europea. La Gran Bretagna e l’ Irlanda decidono di volta in volta il loro coinvolgimento ( possibilità di ritiro).